venerdì 10 marzo 2017

9. Da Plausibile a Provata


Altro ancora by The Old Flynn su The TOF Spot e The Auld Blogge: Mike Flynn's Journal!




Nota del Traduttore: I brani con lo sfondo azzurro sono traduzioni dalla traduzione inglese, non essendo riuscito a rintracciare le fonti in lingua italiana. Chiunque me le fornisse sarebbe di grande aiuto.


 
La grande disonestà del Dialogo di Galileo è stata presentare una competizione fra i modelli Copernicano e Tolemaico. Ormai erano stati messi entrambi a tappeto e la vera gara era fra i modelli Ticonico/Ursino e Kepleriano, con il modello Ursino in vantaggio ai punti. Galileo non ne menziona nemmeno uno. Considera i modelli Ticonico/Ursino antiestetici e goffi. Sembra aver considerato il modello di Keplero, che era in pacchetto unico con una fisica in cui il Sole emetteva una forza misteriosa che faceva girare i pianeti, come occultismo. Inoltre, era votato alle circonferenze Platoniche perfette, e Keplero le aveva ellissate. Buuuuu.


Il libro di Galileo “si dimostrò popolare fra gli eruditi che non erano astronomi, che apprezzavano le sue evidenti capacità di scrittore polemico; ma contrariamente all'opinione comune non giocò un ruolo significativo nella discussione scientifica contemporanea”.  (Christie, Galileo’s great bluff 2010) Uno può anche argomentare che Galileo ritardò l'accettazione dell'eliocentrismo, anche se TOF non lo fa.


Il punto è che la questione non poteva essere risolta tramite l'astronomia matematica, ma solo con nuova fisica.






Aiutatemi, sto cadendo....



Le obiezioni alla geomobilità da parte dei fisici erano molteplici, ma poiché la vecchia fisica non esiste più, il Lettore Attento fisserà sbigottito alcune obiezioni mentre una piccola nuvoletta con scritto WTF? si forma sulla sua testa. Per esempio, tutti i corpi pesanti nel comune corso della natura cadono verso il centro del cosmo. Se il Sole fosse al centro del cosmo, le palle di cannone lasciate dalla Torre di Pisa volerebbero verso il Sole; ma vediamo che non lo fanno, quindi etc etc. Noi Moderni nella nostra saggezza restiamo a massaggiarci le nostre tempie collettive e chiederci "Davvero?"


Altre obiezioni avevano più senso, ovvero possiamo capire perché siano state poste.
Certo che questo controvento
è esagerato!
  • Se il mondo sta girando ad alta velocità verso est, perché non c'è un vento costante da est? Questo è una sorta di antico esperimento di Michelson-Morley.
  • Se la Terra sta girando intorno al Sole, perché la Luna non viene lasciata dietro?  (O gli oceani o l'atmosfera?)  


Naturalmente, c'erano risposte a queste, anche allora. Il "moto comune" afferma che l'aria condivide la rotazione terrestre, per cui non c'è un particolare vento orientale. E le lune di Giove mostrarono che, che uno sappia o meno il perché, le lune non rimangono indietro mentre i loro pianeti si muovono.


Nella rivoluzione della Terra, la posizione relativa
delle stelle deve cambiare
  • Se la Terra stesse girando intorno al Sole, dovremmo vedere la parallasse delle stelle fisse, ma non la vedevamo. I copernicani rispondevano, "Beh, sì, ma magari le stelle non sono solo tanto lontane, ma tanto tanto lontane." Solo che non si può salvare un'ipotesi non provata aggiungendo un'altra ipotesi non provata. Le stelle dovevano essere relativamente vicine perché altrimenti il loro diametro apparente avrebbe significato che sono entità esageratamente immense. Alcuni copernicani ci andavano a nozze e dicevano "Potere di Dio!" A chi importa quanto son grandi le stelle, visto che Dio è infinito.
Come la Terra gira una palla in cima a
alla torre ha maggiore velocità verso est
e cadrà oltre la linea di piombo
  • Se la Terra stesse ruotando, gli oggetti in cima ad una torre avrebbero una velocità verso est più grande di quelli alla base; e quindi, un oggetto lasciato cadere non solo cadrebbe ma si muoverebbe verso est relativamente alla torre. Una simile deviazione non veniva osservata. "Beh, sì," dicevano i copernicani, "probabilmente è una deviazione minima che sta entro l'errore di misurazione." 
Forse, ma la Scienza deve essere più rigorosa di una chiaccherata al bar. Non basta mettere assieme una storia plausibile. Prima o poi, deve esserci qualche evidenza empirica che la storia sia vera. E questa evidenza non può essere la stessa usata per mettere insieme la storia stessa!


Il problema della Storia, usava dirci John Lukacs, è che dobbiamo "ponderare la battaglia di Salamina come se i Persiani potessero ancora vincere". Il che significa che se vuoi capire cosa accadde nel 1633, non puoi considerare cose scoperte nel 1687 o 1803. La metà del XVII secolo non possedeva una chiara concezione di inerzia, gravità, forze, etc.; e mentre ontologicamente potrebbe ancora non esserci un concetto chiaro di queste ed altre cose (per cui siamo ciechi alle stupidaggini per cui i nostri discendenti ci sbeffeggeranno) lo stesso è sicuramente vero 380 anni fa. Dopotutto, il popolo classico, medievale e rinascimentale rideva di fronte alla antica convinzione che il mondo fosse piatto. (I cinesi a questo punto ancora ci credevano.) Ma poiché Aristotele aveva dimostrato che il mondo è una sfera, i passaggi scritturali che descrivono il cielo come una tenda piantata su una Terra piatta non venivano più considerati letterali.


Quello che serviva adesso era una nuova teoria del moto.


Sono Passato Giusto per Vedere in Che Condizioni Erano le Mie Condizioni

Una nuova teoria del moto si stava già sviluppando. Aristotele aveva dichiarato che i corpi più pesanti cadevano più veloci dei corpi più leggeri. Ma Alberto di Sassonia nel XIV secolo aveva descritto un esperimento in cui immaginava di lasciar cadere due corpi di eguali dimensioni collegati da una stringa, e poi di tagliare mentalmente la stringa. Era assurdo aspettarsi che i due corpi separati dimezzassero improvvisamente la velocità. Thomas Bradwardine e i Calcolatori di Oxford provarono il Teorema di Velocità Media e descrissero il moto di caduta libera dei corpi. Iniziarono a circolare dubbi sulla fisica di Aristotele.
1543  Benedetto Varchi pubblica un libro che elenca le evidenze sperimentali raccolte da Francesco Beato e Luca Ghini che contraddicevano la posizione di Aristotele sulla caduta libera.


1544  Domingo de Soto, un filosofo domenicano, pubblica un libro con la prima enunciazione corretta della legge di caduta libera.


1570  Nell'Opus novum de proportionibus, Girolamo Cardano dimostra che due palle di dimensioni differenti cadono da una grande altezza contemporaneamente.


1574 Girolamo Borro, uno degli insegnanti di Galileo, descrive esperimenti ripetuti più volte in cui una palla di legno ed una palla di piombo venivano tirati da una finestra in alto e la palla di legno arrivava a terra per prima(!).


1575  Giuseppe Moletti, predecessore di Galileo all'Università di Padova, fa cadere sfere dello stesso volume ma materiale diverso e stesso materiale ma peso diverso e scopre che colpiscono terra contemporaneamente.


1585  Lo scienziato fiammingo Simone Stevino conduce un esperimento facendo cadere due palle da un'altezza di 9 metri, una che pesava 10 volte l'altra, e scopre che toccano terra allo stesso tempo.
La fisica Aristotelica stava tremando da ben prima che arrivasse Galileo con un martello.


1632.  Bonaventura Cavalieri pubblica il suo Specchio Ustorio. Per il resto un trattato sugli specchi, è il primo libro a descrivere la natura parabolica di un proiettile in moto. Sia Thomas Harriot che Galileo Galilei avevano descritto questo moto prima di Cavalieri, ma in appunti privati mai pubblicati. Beh, Harriot non ha mai pubblicato alcunché, ma Galileo non era tipo da stare zittoNT. Il moto del proiettile non suona molto eliocentrico, ma la gente si stava avvicinando al calcolo dei moti. Dal punto di vista pratico, fin qui la matematica di fatto consisteva in aritmetica e geometria, col posto d'onore riservato alla geometria. Non c'è da stupirsi se Aristotele pensava che la matematica fosse inadatta alla fisica, che aveva a che fare con la materia in evoluzione.
Nota del Traduttore: E infatti se la prenderà non poco con Cavalieri.

Nel Frattempo, Tornando al Telescopio...

Tardo 1632.  Leander Bandtius, Abate di Dunisburgh, (e proprietario di un telescopio particolarmente buono) nota una grande macchia rossa su Giove.


1636.   Nel Harmonie Universelle, Padre Marin Mersenne schematizza la costruzione di un telescopio riflettente in configurazioni simili al Gregoriano e al Cassegrain. Gli specchi parabolici sono notoriamente difficili da produrre. Possiamo dire "Hubble Space Telescope"? 


1637.   Galileo Galilei pubblica i Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze. Le due scienze sono la resistenza dei materiali, in cui descrive la legge del cubo-quadrato, e la fisica del moto, in cui conferma la legge di De Soto e le osservazioni medievali di Bradwardine. Usa anche la dimostrazione grafica del Teorema della Velocità Media di Nicola d'Oresme. Senza citarlo, naturalmente.


Tecnicamente, a Galileo è stato proibito di pubblicare qualsiasi nuova opera; ma questa ha iniziato a scriverla mentre era agli arresti domiciliari nel palazzo dell'Arcivescovo Piccolomini e si era organizzato con Elsevier per stamparlo in Olanda. Gli stessi tre personaggi del suo libro precedente portano avanti il dialogo, ma curiosamente, Simplicio non viene più presentato come un imbranato testardo e stupido. (TOF si chiede se non sia una sorta di offerta di pace verso Colui Che Non Deve Esser Paragonato A Un Sempliciotto.) Nessuno dà la caccia a Galileo per aver pubblicato un nuovo libro, quindi questo potrebbe essere semplicemente un esempio del vecchio gioco rinascimentale di inflessibilità ufficiale a passeggio con clemenza nella pratica.



JeremiahHorrocks.jpg
Jerry Horrocks osserva Venere; si
dimentica di dirlo a chiunque altro.


4 Dic 1639*.  Jeremiah Horrocks effettua la prima osservazione documentata del transito di Venere dalla sua casa vicino a Preston, Inghilterra. Horrocks ha corretto i calcoli di Keplero per l'orbita di Venere e realizzato che i transiti avvengono in coppie distanti 8 anni. Keplero aveva previsto un transito sfiorato per il 1639 ma le correzioni di Horrocks predicono un transito vero e proprio, senza trucco e senza inganno. Gli ha dato appuntamento per le 3:00 pm, più o meno, la parte del più o meno quella più spinosa. Inoltre, la giornata è nuvolosa. Ma, shazaam! Le nubi si dissipano alle 3:15 pm. Calcola la dimensione di Venere dal puntino nella sua immagine proiettata e da quella stima l'Unità Astronomica (la distanza media fra Terra e Sole). Si sbaglia, naturalmente, ma si sbaglia meno di chiunque precedentemente. Al che -- sentite questa -- fedele alla grande tradizione di Harriot, i suoi risultati non verranno pubblicati fino al 1661, dopo la sua morte. Che problemi hanno questi inglesi?
(*) 24 Novembre secondo il calendario Giuliano in uso in Inghilterra.
Francesco Maria Grimaldi.jpg
Grimaldi
Riccioli
1640-1650.  I gesuiti Francesco Maria Grimaldi e Giovanni Battista Riccioli fanno cadere dei pesi dalla Torre degli Asinelli a Bologna e misurano il tempo di caduta usando gli strumenti più avanzati dell'epoca: un pendolo e un coro di confratelli. Per calibrare il pendolo hanno contato le oscillazioni per sei ore e poi tre giorni interi ininterrotti. L'accelerazione di gravità che risulta dai loro esperimenti è di 9.4 m/s². (Il valore moderno è 9.8 m/s²). Entrambi gli uomini hanno crateri lunari col loro nome per l'eccellente ragione che sono loro che hanno dato i nomi ai crateri lunari.
Nota del Traduttore: È interessante notare che Riccioli pensava che Galileo si sbagliasse sulla legge di caduta dei corpi, ipotizzando una progressione esponenziale; ma una volta effettuato l'esperimento non solo riconobbe francamente il proprio errore nella sua opera, ma andò pure ad informare del risultato un vecchio protegè dello scienziato toscano, Bonaventura Cavalieri, che ne fu molto felice. Cnfr: Galileo e Mizar
Vista dall'alto della Torre degli Asinelli


12 Mar 1641. 
In una lettera datata 13 Marzo 1641, Vincenzo Renieri, professore all'Università di Pisa, descrive a Galileo l'esperimento compiuto il giorno precedente, in cui ha fatto cadere delle sfere dalla Torre di Pisa. Renieri è un monaco olivetano, un ordine co-fondato da uno dei Piccolomini di Siena, ed era al palazzo dell'Arcivescovo Piccolomini che Renieri aveva incontrato Galileo (1633). Quando Galileo muore l'anno successivo, indicherà Renieri per finire i suoi lavori scientifici incompiuti; ma Renieri stesso morirà poco dopo (1647). L'amico e biografo di Galileo, Vincenzo Viviani, amico anche di Renieri, attribuirà l'esperimento della Torre di Pisa al suo maestro, dando vita ad una leggenda che vive ancora oggi.


8 Genn 1642.  Galileo parte per il grande osservatorio in cielo. L'astio di Urbano lo segue anche là, e non permetterà all'Arcivescovo di Firenze di seppellirlo nella cattedrale come proposto. Suvvia, non ci si può mettere una pietra sopra?


29 Luglio 1644.  Urbano VIII finisce la lista delle cose da fare prima di morire e tira le cuoia. Adesso è tutto molto più tranquillo. 


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Ho un'idea! Rimpiazziamo le guerre dinastiche
 con guerre nazionalistiche! Così avremo la Pace!
15 Maggio 1648.  Viene firmata il Trattato di Münster, terminando finalmente la porzione Spagnola-Olandese della Guerra dei Trent'anni.

24 Ott 1648.  Vengono firmati i Trattati di Münster e Osnabrück, terminando il resto della Guerra dei Treant'anni: fra l'Impero e la Francia e l'Impero e la Svezia, rispettivamente. Ma durante la conferenza di pace...
Per tutte quelle settimane, per tutti quei giorni, per tutte quelle ultime inutili ore, avevano combattuto a Praga e continuarono a combattere per altri nove giorni prima di avere, anche loro, notizie della pace. Allora, anche loro spararono le salve in cielo, cantarono il Te Deum e suonarono le campane delle chiese poichè la guerra era finita.
Quasi tutti -- con l'eccezione del Re di Svezia -- erano stati spinti più dalla paura che dal desiderio di conquiste o dalla passione della fede. Volevano la pace e combatterono per trenta anni averla per certo. Non capirono, né lo hanno capito da allora, che la guerra genera solo guerra.
-- C.V. Wedgwood, The Thirty Years War
I sistemi Ticonico e  Copernicano discutono
sul frontespizio dell'Almagestum Novum
mentre Tolomeo giace prostrato mentre
lamente "Mi rialzerò!"


1651. Riccioli pubblica il suo capolavoro, l'Almagestum novum. In una sezione, presenta entrambe le principali teorie -- Copernicana e Ticonica -- e dà argomenti a favore e contro ciascuna delle due: 
  • 49 argomentsi a favore del Copernicanesimo, con obiezioni a ciascuno di essi e
  • 77 argomenti contro il Copernicanesimo, con obiezioni a ciascuno di essi
Questo è il libro che Galileo avrebbe dovuto scrivere, pesando i pro e i contro. Contrariamente a quanto si crede, Riccioli non fa il semplice conto del numero degli argomenti, dato che erano di pesi ben diversi; né decide a favore del modello Ticonico per ragioni religiose. Piuttosto, enfatizza la necessità di prove [empiriche]adeguate come fattore decisivo. 
“Entrambe le posizioni presentano buone ragioni sotto forma di argomenti e contro-argomenti. I motivi religiosi hanno un ruolo minore nel dibattito; gli esperimenti accurati e riproducibili giocano un ruolo maggiore. Per Riccioli, gli argomenti anti-Copernicani sono i più pesanti, per via di alcuni argomenti chiave contro i quali i copernicani non hanno buone risposte.  […] Date le conoscenze scientifiche disponibili nel 1651, un'ipotesi geo-eliocentrica aveva chiaramente forza, ma Riccioli la presenta soltanto come il modello disponibile “meno assurdo” […]” 
(Graney, 126 Arguments Concerning the Motion of the Earth 2011.)
Voi siete qui. La mappa lunare di Riccioli.
In realtà, non siete qui, ma eravate
Gli “argomenti chiave contro di cui i copernicani non hanno buone risposte” sono la mancanza di parallasse e di effetti di Coriolis. Graney afferma, “Oggi, una nuova teoria che predice effetti osservabili che non vengono osservati mentre richiede la creazione ad hoc di un nuovo tipo di oggetti senza precedenti [le stelle gigantesche], avrebbe un'attrattiva limitata, anche se fosse matematicamente elegante.”NT  Il modello Ticonico si adattava meglio ai dati. Prediceva gli stessi fenomeni del Copernicano, inoltre spiegava perché non c'era parallasse visibile o Coriolis.

Nota del Traduttore: O almeno ci piace pensarlo. Tristemente, la Teoria delle Stringhe dimostra il contrario.


A differenza del Dialogo di Galileo, un'opera polemica scritta per il pubblico, e come la Rosa Ursina di Scheiner, l'Almagestum Novum di Riccioli era un volume denso, scientifico e matematico scritto per scienziati. Rimarrà un testo standard fino al XVIII secolo. In esso, Riccioli riporta anche l'accelerazione gravitazionale, descrive la geografia della Luna*, mostra che i corpi non cadono alla stessa velocità,** ed altro. Dà descrizioni dettagliate degli esperimenti cosicché chiunque voglia possa replicarli.
(*) geografia della Luna. L'Almagestum Novum possiede la prima mappa lunare dettagliata, coi nomi dei mari e crateri che usiamo ancora oggi. Riccioli chiamò i crateri coi nomi di Copernico e i suoi seguaci e così anche per Tycho e Tolomeo, riconoscendo in questo modo indiretto la natura collegiale e cumulativa della scienza.  
(**) non cadono alla stessa velocità.  Se due oggetti pesanti di peso differente vengono lasciati cadere contemporaneamente dalla stessa altezza, il più pesante scenderà più rapidamente posto che sia di densità uguale o maggiore. Se entrambi i corpi sono di pari peso, il più denso cadrà più velocemente. La resistenza dell'aria conta.
Christiaan Huygens.jpg
Chris Huygens
1655.  Christian Huygens costruisce il telescopio più potente di sempre e scorge una luna luminosa che orbita intorno a Saturno, che chiama “Saturni Luna”. (Nel 1847 John Herschel deciderà di chiamarla Titano.)


1659.  Huygens studia un altro po' Saturno e scopre la vera forma dei suoi anelli. Galileo ed altri con telescopi meno potenti avevano pensato che gli anelli fossero maniglie dell'amore.


Gli anni '60.  Quasi 120 anni dopo che l'eliocentrismo era stato proposto formalmente, il modello ellittico di Keplero ha vinto la competizione. La comunità astronomica ha accettato le ellissi senza quasi un sussurro e la Terza legge con gran gusto. Tuttavia, la Seconda Legge (quella delle aree uguali) viene respinta in quanto brutta, e la dimostrazione di Keplero è carente. Ma le Tavole Rudolfine sono semplicemente migliori da usare. Nel Rinascimento Platonico, questo ha peso.
C'è una duratura tensione fra Aristotelici e Platonisti sulla natura della fisica matematica. La questione è se qualcosa sia vero semplicemente perché il modello matematico è elegante e "funziona". Per i Platonisti, la matematica può essere più reale della fisica. Lo possiamo vedere anche oggi nell'affidamento che si fa sui complessi modelli computerizzati, i cui risultati talvolta vengono considerati, sorprendentemente, "dati" [nel senso di misure]. Così il modello Kepleriano fu accettato perché era così dannatamente elegante che doveva essere vero e se perseveriamo nella fede, prima o poi troveremo le prove. Ma come Einstein una volta ha detto ad Heisenberg, "È la teoria che determina ciò osserviamo" 
Una cronologia di Chronos. 
1665.  Riccioli pubblica l'Astronomia Reformata, una versione condensata e aggiornata dell'Almagestum Novum. Incorpora le ellissi kepleriane nel modello Ticonico. Include resoconti sulle osservazioni di Bandtius della Grande Macchia Rossa, delle strisce di Giove che scompaiono e riappaiono e della comparsa di tanto in tanto degli anelli di Saturno.


1672. Nicolas Mercator sviluppa una derivazione corretta della Seconda Legge di Keplero.  (Christie, Galileo’s great bluff 2010)


1687. Newton presenta la sua Teoria della Gravitazione Universale. Per i Tardo Moderni è difficile comprendere che incredibile successo sia questo. Improvvisamente, tutto ha un senso! Non usa l'analisi matematica per arrivarci. I Principia sono accuratamente strutturati secondo la corretta forma aristotelica, con assiomi e logica deduttiva, per assicurarsi che sia vera scientia. C'è una soluzione elegante per tutti i pianeti, per ogni moto! Le leggi di Keplero possono essere dedotte da principi primi. Finalmente, una ragione semplice ed eleganti per cui il modello di Keplero deve essere vero


Solo un problema; o meglio:
•    Non c'è ancora alcuna @#^$% parallasse. 
•    Non c'è ancora alcun *#^%$ effetto di Coriolis. 


Diamine! Ma non possiamo lasciare che dei fatti scomodi siano d'intralcio ad una teoria veramente figa.


Il Gran Finale! 

A questo punto tutti suppongono che la parallasse stellare sia semplicemente troppo piccola per essere rilevata, ma non c'è ancora alcuna evidenza empirica che le stelle siano alle enormi distanze necessarie. 


L'assenza di Coriolis è più problematica. Anche se la Terra ruotante è stata accettata più facilmente di una Terra in rivoluzione, la rotazione è ancora non osservata. Newton ha descritto un esperimento – far cadere un piombo da moschetto da una torre – ed Hooke lo ha effettuato. Ma riporta di non aver trovato alcuna deflessione.


Quindi accade qualcosa di veramente inaspettato.


How aiming a telescope is like running in the rain with an umbrella
Se la Terra si sta muovendo, il telescopio si sposterà
nel tempo che la luce dalla stella impiega ad attraversare
il tubo. Quindi devi inclinarlo appena.


1728.  Basandosi sugli sforzi di Flamsteed, Hooke ed altri che avevano tentato di rilevare quella gran birbona della parallasse, James Bradley scopre l'aberratione stellare in γ-Draconis (Phil. Trans. Royal Soc., 1729).


Un fenomeno simile accade mentre guidi in una tempesta di neve. Anche se la neve sta scendendo dritta, è come se si originasse da qualche punto davanti alla macchina. Questo è perché mentre la neve cade, la macchina si sta muovendo verso di essa. Analogamente, come la luce delle stelle scende lungo il tubo del telescopio, il telescopio si sta muovendo con la Terra e la luce colpisce il lato del telescopio invece dell'occhiello a meno che il telescopio venga inclinato appena.


L'effetto è piccolo, e rilevabile solo attraverso strumenti speciali, ma conta come prova del movimento della Terra.


Urrà! Più o meno. In verità, potrebbe non convincere i non specialisti.


1734.  L'articolo di Bradley viene tradotto in italiano.


1744.  Una copia "corretta" del Dialogo di Galileo viene stampata in Italia. Non una parola viene cambiata nel testo, ma sedici note ai margini vengono cancellate e qualche "se" viene aggiunto ad altre. Questo era tutto quello che sarebbe servito se durante il processo a Galileo fosse stata seguita la raccomandazione originale.


1758.  Il Copernicanesimo viene rimosso dall'Indice. L'aberrazione stellare sembra esser stata sufficiente.


Giu-Sett, 1789.  In una serie di esperimenti, Giovanni Guglielmini, giovane abate di Bologna, lascia cadere pesi dalla Torre degli Asinelli -- la stessa usata precedentemente da Riccioli e Grimaldi -- e trova una deviazione verso est (e verso sud); così fornendo un'evidenza empirica diretta della rotazione terrestre. Questi esperimenti vengono poi confermati in Germania (usando un pozzo minerario) e negli Stati Uniti.

Nota del Traduttore: Per assicurarsi che le sfere partano da ferme, Guglielmini ricorre ad un microscopio. Fa anche gli esperimenti di notte per evitare le vibrazioni dovute al passaggio dei carri.


1806.  Giuseppi Calandrelli, direttore dell'osservatorio del Collegio Romano, pubblica "Osservazione e riflessione sulla parallasse annua dall’alfa della Lira", riportando la prima parallasse osservata. Questo forniva una semplice osservazione diretta della rivoluzione della Terra.


Zeus: Ho un mal di capo che mi apre la testa in due
Cortigiano: Uh... Problemi di donne?
L'eliocentrismo kepleriano era stato accettato perché era computazionalmente migliore e perché usciva dalla teoria di Newton come Atena dalla testa di Zeus. Ma adesso, finalmente, 263 anni dopo Copernico, il doppio moto è stato dimostrato come fatto empirico. Per tutte le balene!

Cioè, in realtà no. Il risultato è un falso positivo: 30 volte più grande di quello che oggi sappiamo essere reale. La prima misura effettiva di parallasse dovrà aspettare Bessel e il 1838. Ma intanto le misure di Calandrelli vengono discusse anche in Vaticano.


1820.  Giuseppe Settele, professore di astronomia alla Sapienza incorpora questi risultati nel secondo volume dei suoi Elementi di Ottica e di Astronomia, e dice al suo collega Benedetto Olivieri (allora Commissario del Sant'Uffizio) che questo fornisce la dimostrazione chiesta da Bellarmino nel 1616. Olivieri concorda, e convince l'Uffizio e Papa Pio VII.


12 Ago 1820.  L'ingiunzione viene annullata alla luce delle scoperte astronomiche fatte dai tempi di Galileo:
Decreto di approvazione dell'opera "Elementi di Astronomia" Giuseppe Settele, a sostegno del sistema eliocentrico
Essendo state riferite a Sua Santità per Divina Provvidenza papa Pio VII, attraverso l’assessore del Sant’Uffizio, durante la consueta udienza, le richieste di Giuseppe Settele, professore di Ottica e di Astronomia presso l’Università Archiginnasio di Roma, circa la concessione di stampare l’opera Elementi di Astronomia, nella quale si espone la comune opinione degli astronomi del nostro tempo riguardo al duplice moto, diurno e annuale, della Terra, richieste che Sua Santità aveva rimesso alla Suprema Sacra Congregazione e al tempo stesso all’esame degli Eminentissimi e Reverendissimi Cardinali Generali Inquisitori; Sua Santità ha decretato che non sussiste ostacolo alcuno a che si possa sostenere l’affermazione di Copernico circa il moto della Terra, nel modo in cui adesso la si suole sostenere anche da parte degli autori cattolici. Ha inoltre stabilito di suggerire che nella stessa Opera si inseriscano alcune considerazioni con le quali si mostri che la suddetta affermazione [di Copernico], come ora viene comunemente sostenuta, non presenta più alcuna difficoltà; difficoltà implicate nei tempi precedenti prima delle successive osservazioni realizzate. [Il Papa Pio VII] ha altresì raccomandato che per l’esecuzione [di tali decisioni] si trasmettesse tutto ciò al Cardinal Segretario della Suprema Sacra Congregazione e al Maestro del Sacro Palazzo Apostolico; al quale si prescrive adesso il silenzio circa [le sue precedenti critiche in merito a] tale stampa, e si fa allo stesso presente che in futuro, per la stampa di tali opere, si chieda il permesso al Cardinal Vicario e non apponga la sua firma senza il permesso del Superiore del Suo Ordine.
L'imprimatur viene garantito nel 1820 e il divieto di insegnare l'eliocentrismo come fatto viene annullato.


Certo che è un bel po' di tempo per aspettare una conferma empirica.

N.B.: Il Ruolo Cruciale di Galileo. 

Non ce ne è alcuno. Ogni scoperta fatta da Galileo è stata fatta indipendentemente da qualcun altro più o meno allo stesso tempo. Marius scoprì le lune di Giove un giorno dopo. Scheiner eseguì uno studio dettagliato delle macchie solati prima di Galileo. Le fasi di Venere erano state osservate da Lembo ed altri. E così via. Persino il suo più prezioso lavoro in meccanica ripeteva i lavori di De Soto, Stevino ed altri. Le cose sarebbero andate avanti in modo diverso -- di sicuro con meno polveroni e scarruffamenti di penne -- e per arrivare ad alcune conclusioni sarebbe servito un tempo maggiore, o forse minore. Il fatto è che la scienza non dipende da un singolo individuo. Nessuno è il "padre" di una certa teoria o pratica. Come osservò Newton, anche lui poggiava sulle spalle di giganti -- un sentimento espresso da Bernardo di Chartres nel mezzo del Medioevo! Quanto all'eliocentrismo, il più grande risultato di Galileo fu di far saltare tanto i nervi ad alcuni tizi che la discussione fu frenata per qualche tempo in alcuni circoli.


LA STORIA DEVE ESSERE CURVA, dato che c'è un orizzonte nelle vicende dell'umanità. Oltre quell'orizzonte, gli eventi passano dalla consapevolezza storica ed entrano nel mito. I resoconti vengono accorciati, la complessità viene disfatta, i personaggi simili vengono fusi, le tradizioni “erose fino a diventare aneddoti”. Le persone reali diventano eroi culturali: esseri archetipali che effettuano gesta emblematiche.  (Vansina 1985)


Nelle società orali questo orizzonte giace di solito ad ottanta anni di distanza; ma la coscienza storica dura più a lungo nelle società letterate, e l'orizzonte può cadere a fino a tre secoli di lontananza. Artù, signore guerriero del V secolo, al tempo di Carlo Magno era diventato il soggetto di un elaborato ciclo di storie. Tre secoli dopo, i trovatori avevano fatto altrettanto con Carlo Magno stesso. La Storia era scivolata oltre l'orizzonte e diventata la materia delle leggende.
Nel 778, un gruppo armato basco tese un'imboscata alla retroguardia carolingia (Annales regni francorum). Quarant'anni dopo, Einhard, un cortigiano di Carlo Magno, menziona “Rolando, prefetto della marca bretone” fra i caduti (“Hruodlandus Brittannici limitis praefectus”, Vita Karoli Magni). Ma nel 1098, Rolando era diventato un “paladino” ed il protagonista, i baschi erano diventati saraceni, ed erano stati aggiunti un corno magico e una storia di tradimento (La chanson de Roland). Si paragoni il fato parallelo di un racconto Hopi sui un'imboscata Navajo (Vansina, pp. 19-20). 
Questo suggerisce che per il grosso della popolazione il XVII secolo sia già diventato mito. Jamestown è ridotta a “Pocahontas”, e il Massachusetts stringi stringi è “il Primo Giorno del Ringraziamento”. E la storia di come l'eliocentrismo ha rimpiazzato il geocentrismo è diventato un Mito della Genesi, in cui un eroe culturale effettua gesta emblematiche che affermano la correttezza della Nostra Visione Moderna.


Conclusione: I nostri antenati non erano stupidi

In tre secoli, la vicenda lunga e complessa di come la Terra in movimento ha rimpiazzato la Terra stazionaria si è immersa oltre l'orizzonte dalla Storia nella Leggenda. Come in tutte le buone leggende, la storia dell'eliocentrismo e l'eroe culturale Galileo è semplice e generale e finalizzata a supportare la Correttezza della Visione del Mondo Moderna. Ma la Storia è sempre dettagliata e particolare.


Le ragioni della Terra stazionare erano radicate nell'esperienza empirica e in modelli efficaci. Il doppio moto terrestre non è evidente ai sensi ed era difficile da accertare su basi empiriche. L'eliocentrismo ha trionfato prima di tutto perché il misticismo numerico neoplatonico era diventato au courant durante il Rinascimento, e i platonisti eguagliavano l'eleganza matematica con l'evidenza fisica.


La resistenza all'eliocentrismo era radicata nella scienza del tempo e la religione entrò in scena principalmente perché i Padri della Chiesa avevano interpretato le Scritture alla luce di quella scienza. Non c'era la volontà di cambiare la cosa finché non ci fossero state prove solide che quella scienza (e quindi l'interpretazione) fosse sbagliata; non certo nel mezzo della strabenedetta Riforma Protestante. Thomas Huxley dopo aver investigato la vicenda disse che “la Chiesa aveva il caso migliore.” Ma Pierre Duhem la mette in modo diverso. I copernicani erano “nel giusto per le ragioni sbagliate”. I tolemaici erano “nel torto per le ragioni giuste”.


La Scienza non segue un mitico ideale positivista ma la pluralità di metodi scientifici descritti da Feyerabend: un misto di empirismo, voli d'immaginazione, intuizioni, estetica, ostinazione e gelosia. Le teorie scientifiche sono sottodeterminate. Un qualsiasi set finito di fatti può supportare più teorie, e per molto tempo i fatti disponibili potevano esser spiegati sia dai modelli geostazionari che geomobili.


Nella Leggenda, il conflitto è stato fra Scienza e Religione. Ma nella Storia, il conflitto è stato fra due gruppi di scienziati, con gli uomini di Chiesa schierati da ambo le parti. Il Copernicanesimo era sostenuto dai dotti letterati ed avversato dai fisici aristotelici; per cui era un vero e proprio fritto misto.
La Scienza non ha luogo in un'isola. Anche la politica internazionale o domestica e le personalità individuali entrano nel calderone. Il mistero non è perché Galileo non sia riuscito a trionfare – non aveva buone prove, si rese nemici gli amici ed entrò in un campo minato politico. Il vero mistero è come mai Keplero, che in realtà aveva la soluzione corretta, sia volato costantemente sotto i radar. Un Luterano inusuale che lavorava per un monarca cattolico, spinse per il copernicanesimo tanto quanto Galileo; ma nessuno lo infastidì per questo. Peccato che non avrebbe saputo scrivere una lista della spesa.


TOF si toglie il
cappello




Fine.  Grazie al Cielo.  Torniamo adesso al blog regolare.  










Referenze

  1. Aristotele. On the Heavens
  2. Aslaksen, Helmer.  Myths about the Copernican Revolution   
  3. Bellarmino, Roberto (1615) Lettera a Foscarini 
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  5. Chastek, James.  (2006)  The givenness of the proper sensibles  
  6. Christie, Thony.  The Renaissance Mathematicus.  Una vera e propria miniera d'oro!! Alcuni articoli usati qua sopra:
  7. Christie, Thony.  (2013)  The speed of light, a spin off from longitude research.
    Christie, Thony.  (2011)  A small spot in front of the sun, a small step down the road to heliocentricity.  Christie, Thony. But it doesn’t move! June 22, 2011.
    Christie, Thony. Extracting the Stopper. June 2, 2010.
    Christie, Thony. Galileo’s great bluff. Nov. 12, 2010.
    Christie, Thony (2011) Spotting the Spots
    Christie, Thony (2011) Questions on spots
    Christie, Thony (2013) He didn’t publish and so he perished (historically).
    Christie, Thony (2013) Apelles hiding behind the painting
    Christie, Thony (2009) Astronomy and Astrology.
    Christie, Thony (2013) Refusing to look
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  20. Huff, Toby. Intellectual Curiosity and the Scientific Revolution. Cambridge: Cambridge University Press, 2011.
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  23. Linder, Douglas.  The Trial of Galileo
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  26. Osiander, Andreas.  Foreword to Copernicus' Revolutionibus.  unsigned.
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  34. Sharratt, Michael. (1994)  Galileo: Decisive Innovator 
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  36. Shea, William R. & Mariano Artigas.  The Galileo Affair.  A short summary of previous, with slides.
  37. TOF (2011).  The Far Seeing Looking Glass Goes to China
  38. Vansina, Jan. Oral Tradition as History. Madison: University of Wisconsin Press, 1985.
  39. Wallace, William A. The Modeling of Nature. Washington, DC: Catholic University of America Press, 1996.
  40. Wedgwood, C.V. (1938, 1995) The Thirty Years War. (Book of the Month Club reprint)
  41. più varie pagine di Wikipedia, da usare con cautela.

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